E se per una maggiore produttività fosse necessario lavorare meno?

Più si lavora e più si è produttivi? In questo articolo scoprirai per quale motivo non è così e troverai alcuni consigli per gestire meglio il tuo tempo.
I
4 minuti
Come aumentare la produttività lavorando meno

L'opinione comune porta a pensare che più si lavora e più si aumenta la produttività.
Tuttavia questo non è per forza vero.
Prima di tutto, la concentrazione di ogni persona è limitata.
David Rock, nel suo volume Your Brain at Work, ha dimostrato che il cervello umano può rimanere realmente concentrato solo per 6 ore a settimana.

Inoltre, a causa della stanchezza per eccessivo lavoro, si possono facilmente commettere errori. Questo comporta una bassa qualità del risultato finale e ulteriore tempo da investire per risolvere gli sbagli commessi.
Oltretutto, esistono diversi falsi miti sulla produttività, come il fatto che sia una questione personale e non sociale e collettiva.

Lavorare molto non vuol dire davvero lavorare meglio  

Qualche dato di contesto

In Italia si lavora generalmente per tante ore: tradizione vuole che più ti fai vedere indaffarato e più sei professionale. Tuttavia nel nostro Paese la produttività è più bassa rispetto ad altri Paesi europei dove però si lavora meno.

Infatti, in Italia la media di ore lavorative settimanali è di 37, numero maggiore rispetto a quello dei Paesi del Nord Europa. Ad esempio, nei Paesi Bassi si lavora 30,60 ore settimanali,in Danimarca 33, in Germania 35 (elaborazione openpolis su dati Eurostat, 2022).

Tuttavia, a fronte di un maggior numero di ore lavorate, la produttività in Italia è molto più bassa e continua a calare. 

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Un tema culturale

Dai dati risulta evidente che nel nostro Paese vi è qualcosa che non va nell’organizzazione del lavoro.

Il mito del presenzialismo è molto radicato e prevede che chi è davvero bravo, motivato e professionale deve dare tutto sé stesso nel suo lavoro. Secondo questa concezione bisogna essere sempre disponibili, a qualsiasi ora.

In azienda questo si risolve nel lavorare ben oltre le ore previste dal proprio contratto, rimanendo fino a tarda ora in ufficio anche se si sono portati a termine tutti i compiti.
Chi invece lavora da remoto o è freelance, tenderà a essere sempre reperibile e a rispondere a mail, chiamate e messaggi, senza alcun limite. 

È evidente come queste dinamiche siano molto negative sul work-life balance della persona e sulla sua salute mentale e che possano, nel lungo periodo, portare a conseguenze gravi come il burnout o la dismorfia produttiva.

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Consigli concreti 

Come fare allora per uscire dal circolo vizioso dell’overworking e migliorare la propria produttività in maniera sana?
Spesso può essere difficile, soprattutto se si appartiene a un contesto in cui lavorare tanto sacrificando tutto il resto sia una nota di merito.

Anche se si è freelance, la pressione sociale spesso può portare ad ansia e ad una sensazione di esclusione se non ci si comporta come le altre persone.

Eppure noi stessi possiamo essere coloro che portano un cambiamento nella società.
Ecco alcuni consigli concreti per iniziare.

1 - Cerca dei Role Model

Ci sono tante persone che hanno raggiunto obiettivi di successo senza portare come un vanto il fatto di essere perennemente esausti o connessi a ogni ora del giorno.

Queste possono essere certamente persone illustri o CEO, ma la cosa più efficace è guardare all’interno della propria nicchia. Ci sono tante persone che hanno sviluppato una cultura positiva del lavoro e magari ti rapporti ogni giorno con loro.
Fai caso a qual è la loro attitudine e i loro valori e cerca di adattarli al tuo percorso professionale.

2 - Focalizzati sui tuoi obiettivi

A volte può sembrare che gli altri facciano molto di più di quello che facciamo noi.
Ma ha senso parlare di quantità?

Può essere molto utile fermarsi a riflettere su quali sono i nostri reali desideri e sulla qualità del nostro lavoro.
Ogni individuo ha degli obiettivi che, una volta raggiunti, lo fanno sentire realmente realizzato.
Rifletti sui quali sono i tuoi: ti farà anche capire cosa ti dà veramente soddisfazione sul lavoro.

Un approccio così orientato ti farà più facilmente raggiungere i risultati che per te sono importanti.
Lo scopo è imparare a valutare cosa stai facendo di utile e necessario per la tua carriera, senza misurare i tuoi miglioramenti con il numero di ore di lavoro.

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3 - Identifica cosa non fare

A volte può essere davvero difficile dire di no a un compito, soprattutto se hai a che fare con clienti o con una persona a te superiore.

Tuttavia quando un comportamento è perpetrato viene rinforzato.

Se qualcuno ti manda una mail di lavoro con una richiesta a sera tarda o mentre sei in vacanza e ti rendi disponibile a lavorare incoraggi a proseguire con questo modello.
Cerca di mettere dei confini chiari, quando possibile. A volte tuttavia non dipende da te, ma dalla cultura organizzativa: una cultura positiva non prevede un carico esagerato di lavoro sui propri collaboratori.

4 - Lavorare molto non è necessario per il successo

Quando smetti di fare cose inutili e che non sono necessarie per il tuo miglioramento di carriera, ti renderai conto che puoi risparmiare molto tempo.

Fai un vero e proprio foglio delle priorità dove dividi le cose importanti da quelle che non lo sono e cancella le attività che non ti portano alcun valore. Puoi anche pensare di delegare, nel caso in cui alcune fossero imprescindibili.

Questo esercizio può essere fatto benissimo anche con le attività da portare a termine nella tua vita privata.
Investire sul tuo equilibrio vita-lavoro è molto importante per una vita ricca di soddisfazioni. Lavorare meno e meglio innescherà infatti un circolo virtuoso.  

Ricorda che lavorare tanto e raggiungere gli obiettivi prefissati sono due cose ben diverse.
Cambiare la cultura del lavoro del nostro Paese è possibile e si può fare con l’impegno di tutte le persone, per il miglioramento della società intera.

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