Come funziona il job hopping e come usarlo per far decollare la tua carriera

Cos’è questo job hopping? In questo articolo approfondiremo il concetto e scopriremo perché può essere per te un punto di forza, anche se ancora non lo sai.
job hopping, carriera

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di Job Hopping, ma di cosa si tratta esattamente?
È un fenomeno sempre più comune che consiste nel cambiare lavoro molto spesso in un breve periodo di tempo. Da qui job (lavoro) hopping (saltare). 

Secondo la London Business School, 9 persone su 10 non vogliono rimanere nello stesso posto di lavoro per più di 5 anni.
Più di una persona su 3 cambia lavoro dopo 3 anni e una persona su 4 inizia un nuovo lavoro pianificando già un nuovo cambiamento.

Dati che fanno riflettere e che sono allineati al recente e crescente fenomeno della Great Resignation, ovvero le grandi dimissioni a cui si stanno trovando davanti le aziende di tutto il mondo post emergenza pandemica.
Tuttavia questo non è un trend che abbraccia tutti i professionisti, ma è tipico delle persone più giovani.

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Un “salto” generazionale

Secondo una ricerca Deloitte, il 36% dei Millennials e il 53% dei Gen Z, se ricevessero un'offerta, sarebbero disposti a cambiare lavoro entro due anni; il 34% dei Millennials e il 21% dei Gen Z dichiarano invece che rimarrebbero almeno 5 anni.

Emerge anche da questi dati che il fenomeno del Job Hopping è prettamente generazionale.

L’approccio delle generazioni precedenti, come i Baby Boomers e la Generazione X, prevedeva la ricerca di un lavoro stabile, che poteva essere anche uno solo per tutta la vita. Il posto di lavoro diventava un tratto fortemente identitario, a cui si offriva lealtà in cambio di crescita sia professionale che economica.

Oggi il mondo è molto cambiato. L’instabilità economica rende difficile l’entrata nel mondo del lavoro e spesso i contesti lavorativi sono instabili.
Anche nelle realtà consolidate, che offrono garanzie, non sempre il lavoro dei più giovani è valorizzato e purtroppo le aspettative di crescita sono molto diminuite. 

Per un Millennial o un Gen Z è quasi impensabile, per tutte queste ragioni, rimanere nello stesso posto di lavoro per tutta la vita.

Come sfruttare il Job Hopping in maniera positiva

In questo quadro socio-economico, la maggior parte dei professionisti più giovani si trova ad avere tante esperienze lavorative spesso brevi e frammentate. 

Questo a volte non è nemmeno voluto: non bisogna pensare che la stabilità lavorativa sia un valore dimenticato dalle generazioni più giovani. A volte è difficile trovare un lavoro che sia in linea con le proprie attitudini. Inoltre, cambiare lavoro può spesso aiutare ad aumentare le proprie entrate in un panorama difficoltoso dal punto di vista economico.

Se si è in un momento di ricerca lavorativa, tuttavia, può essere fonte di preoccupazione avere tante brevi esperienze sul cv.
Tradizionalmente questa è una red flag per i recruiters. Potrebbero esserci pregiudizi sulla tua affidabilità o lealtà.

Il Job Hopping può essere invece un grande marcia in più. Addirittura, in alcune aziende si predilige chi ha avuto un maggior numero di esperienze lavorative. Questo perché la mentalità sta cambiando e si inizia a dare molto valore alle cosiddette soft skills.

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Una persona che ha cambiato diverse realtà, anche in ambiti differenti, ha sicuramente una grande flessibilità e capacità di adattamento.
Inoltre, in ogni situazione, anche le più diverse e lontane dai propri desideri, c’è stato sicuramente qualcosa di utile da imparare.
Quando hai fatto la babysitter per guadagnare qualche soldo durante l’Università hai imparato il time management, l’organizzazione e la gestione di bambini piccoli.
In quell’esperienza di call center, che magari non ti ha entusiasmato, hai imparato però a rispondere al telefono in modo preciso e professionale. 

Ogni esperienza porta con sé degli insegnamenti utili!

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3 consigli concreti 

Ma allora come fare a valorizzare il proprio profilo di Job Hopper?
Ecco tre consigli concreti che fanno al caso tuo per far decollare la tua carriera:

  1. Punta sulla cover letter. Se il tuo cv è frammentato, sicuramente i recruiter saranno portati a fare delle domande. Accompagnarlo sempre con una lettera di presentazione dove spieghi il tuo percorso aiuterà a fare capire meglio il tuo profilo e le motivazioni delle tue scelte di percorso. Insomma, se ritieni ci sia una debolezza nel tuo cv non cercare di nasconderla ma falla diventare un punto di forza.
  2. Le soft skills sono fondamentali. Il job Hopping porta a tantissime capacità che non sempre emergono quando racconti il tuo percorso. Metti le tue soft skills nero su bianco sul tuo cv, scrivendole tutte e rappresentandole anche in una maniera grafica accattivante, in modo da attirare lo sguardo di chi legge. Anche quando ti presenti dal vivo, prenditi sempre del tempo per sottolinearle e valorizzarle.

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