Dormire non basta: ecco i 7 tipi di riposo di cui abbiamo bisogno

7 tipi di riposo di cui il nostro corpo (e la nostra mente) hanno bisogno per il tuo benessere fisico e psicologico.
I
5 minuti
7 tipi di riposo di cui abbiamo bisogno

“Solo per sapere: ma è vero che anche voi vi sentite SEMPRE stanchi, indipendentemente da quanto dormiate o da quanto caffè beviate?”, chiedeva un’utente di Twitter ai suoi follower a inizio febbraio. Più di 70mila retweet dopo, la risposta è abbastanza chiara: siamo tutti molti stanchi. Ma il vero problema è un altro: non abbiamo idea di come smettere di esserlo.

“Di solito pensiamo che una buona notte di sonno basti per farci sentire riposati”, spiega la dottoressa e ricercatrice statunitense Saundra Dalton-Smith. In realtà, “dormire e riposare non sono la stessa cosa, anche se molte persone tendono a confondere l’uno con l’altro”, precisa l’esperta. “Soffriamo per la mancanza di riposo perché non capiamo quale sia il vero potere del riposo”, ma anche perché “non consideriamo tutti gli altri tipi di riposo di cui abbiamo disperatamente bisogno”, afferma Dalton-Smith, che per andare alla radice del problema ha scritto un libro Sacred Rest: Recover Your Life, Renew Your Energy, Restore Your Sanity (disponibile solo in inglese).

Da paziente a dottoressa

“Le persone entravano nel mio studio e mi dicevano in maniera molto vaga di ‘essere sempre stanchi’ o ‘sentirsi privi di energie’. Non sono problemi che si risolvono con una pasticca: c’è bisogno di cambiare stile di vita”, racconta Dalton-Smith, che ha scritto il libro in un momento in cui lei stessa si ritrovava esausta a fine giornata dopo aver visitato decine di pazienti ed essersi presa cura dei suoi due bambini molto piccoli. Il libro inizia proprio con un’immagine di lei stesa sul pavimento mentre i due figli guardano indisturbati la TV. “Stavo vivendo su me stessa alcuni sintomi del burnout”, ammette.

Per aiutare se stessa e altre persone nella stessa situazione, Dalton-Smith non prescrive il riposo assoluto o strani ritiri del silenzio, dato che “per una persona in completo burnout sarebbe quasi un trauma”. Secondo lei, la ricetta segreta per riprendersi consiste infatti nell’inserire nella propria routine la giusta quantità e il giusto tipo di riposo tra i sette che la dottoressa ritiene fondamentali per il nostro benessere fisico e psicologico.

7 tipi di riposo di cui il nostro corpo (e la nostra mente) hanno bisogno

1. Riposo fisico

Il primo tipo di riposo è il riposo fisico, che può essere passivo (come dormire o fare un riposino) o attivo, che comprende attività come fare yoga o stretching per aiutare la flessibilità del corpo e la circolazione del sangue. Per chi ha poco tempo basta inserire nella propria routine delle piccole pause-stretching dove alzarsi in piedi, far riposare i polsi e muovere le spalle e il collo oppure prendersi cinque minuti per sdraiarsi e stare completamente fermi. “La parte più difficile è rialzarsi dopo soli cinque minuti”, ammette giornalista Emma Beddington, che per il Guardian ha provato per una settimana di sette tipi di riposo.

2. Riposo mentale

Per aiutare la mente a riposarsi anche nelle giornate più caotiche, Dalton-Smith consiglia di programmare una serie di momenti di pausa durante la giornata. Per la giornalista, la strategia più efficace si è rivelata la tecnica del pomodoro: prevedere per ogni 25 minuti di lavoro 5 minuti di pausa, e poi ricominciare. “Di solito quando provo qualcosa per scrivere un articolo poi lo abbandono immediatamente, ma i timer da 25 e da 5 minuti sul mio telefono sono diventati un must”, racconta Beddington.

3. Riposo sensoriale

“So perfettamente quale input sensoriale mi sfinisce: il suono. Qualsiasi suono – l’antifurto del vicino, un motore in lontananza, la ventola del bagno – può uccidere la mia concentrazione (mentre scrivevo questa frase ho sgridato il cane perché si stava leccando troppo rumorosamente)”, racconta la giornalista. Per altre persone il problema possono essere gli schermi o le luci troppo forti: a tutte, la dottoressa suggerisce di riposare i sensi per almeno cinque minuti durante il giorno e mettere da parte i dispositivi elettronici a fine giornata. 

4. Riposo creativo 

Questo tipo di riposo è particolarmente importante per chi si occupa di risolvere problemi complessi o è alla costante ricerca di nuove idee. Il contatto con la natura – vale anche il parchetto sotto casa o il giardino condominiale – stimola la produzione di nuove idee, così come quello con l’arte. Mostre, concerti e camminate sono tutto ciò di cui si ha bisogno per tornare ad avere idee geniali. Chi ha poco tempo per uscire può comunque trasformare il proprio spazio di lavoro in un luogo piacevole e d’ispirazione appendendo fotografie e opere d’arte alle parenti.

5. Riposo emotivo

Per riposo emotivo, Dalton-Smith intende la possibilità di potersi esprimere liberamente, senza dover sempre preoccuparsi del giudizio degli altri o di reprimere le proprie emozioni. Il segreto è individuare le persone tossiche e passare con loro il minor tempo possibile: quello che avanza, può essere infatti dedicato alle persone con cui è possibile dire davvero “non sto bene”.

6. Riposo sociale

“Pensavo che il riposo sociale consistesse nel non socializzare per un po’, ma per la dottoressa vuol dire invece passare del tempo con persone che ti apprezzano per chi sei”, racconta Beddington. Il riposo emotivo e quello sociale vanno a braccetto e hanno un’unica soluzione: il contatto con persone positive e di supporto.

7. Riposo spirituale 

L’ultimo tipo di riposo è il riposo spirituale, ovvero la possibilità di sentire un profondo senso di amore, accettazione e scopo. Dalton-Smith precisa che nessuno deve osservare la sua stessa religione – o nessun’altra – per accedere a questo tipo di riposo. “Al centro del riposo spirituale c’à il bisogno che tutti abbiamo di sentirci accettati e sapere che la nostra vita ha senso” spiega la dottoressa, che in questo caso consiglia la meditazione o le attività di volontariato.

In conclusione, come scrive Beddington, “non possiamo tirare avanti per sempre a colpi di adrenalina e caffè, con la nebbia in testa e i nervi sfilacciati come un cavo del telefono da quattro soldi. Certo, dormiremo quando saremo morti, ma anche un po’ di riposo prima non sarebbe male”.


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