Perché una cultura del lavoro positiva porta a maggior produttività

Diversi studi dimostrano che una cultura del lavoro positiva genera benefici per le organizzazioni. Scopriamo insieme quali sono e come fare a raggiungerli
I
6 minuti
Cultura aziendale per migliorare la produttività

Diverse ricerche dimostrano che un ambiente di lavoro positivo non giova solo al benessere psicologico dei collaboratori, ma anche alle performance delle aziende.

Tradizionalmente si pensava che lavorare molto, sotto stress, portasse vantaggi in termini di business. Una sorta di cultura del workaholism che porta a ritenere che il vero successo stia nel lavorare tantissimo anche sacrificando la propria vita privata. Chi invece si concede meno ore di lavoro è destinato a non avere successo.

Eppure è ormai assodato che non è così.
Basare la propria cultura organizzativa sullo stress e la negatività ha molti risvolti svantaggiosi che impattano direttamente non solo sulla singola azienda, ma sulla società intera.

Perchè si parla proprio di cultura organizzativa?

Perché le aziende sono come dei piccoli universi dove vigono regole e consuetudini. Infatti, se tutti i collaboratori vedono il manager passare la pausa pranzo davanti al computer, saranno più portati a farlo a loro volta. Altrimenti avranno l’impressione di non dare il 100%.

Tuttavia, i profondi cambiamenti in atto nel mondo del lavoro hanno fatto rendere conto alle persone che questi stili di vita non sono sani né adatti alla contemporaneità. La sostenibilità umana, basata  sul rispetto e l’inclusione delle altre persone, è ritenuta dalla maggior parte dei manager - in base a recenti ricerche - l’aspetto più importante per un’organizzazione che possa essere innovativa e florida.

Questa maggior consapevolezza è sostenuta anche dall’evidenza dei benefici di una cultura positiva.

I vantaggi principali di una cultura positiva avvengono in termini di employee engagement. Infatti, nonostante all’inizio un ambiente molto sfidante e competitivo possa essere eccitante per chi è appena arrivato, a lungo andare il continuo logorio causato dallo stress porta a non riuscire più a sentire un legame stabile e sano con il proprio ambiente lavorativo.
Studi dimostrano che  i lavoratori con meno engagement hanno il 37% più di assenteismo e il 60% di probabilità in più di commettere errori. 
Allo stesso modo l’azienda otterrà il 18% in meno in termini di produttività e il 16% in meno di profitto.
Si arriva dunque al paradosso: sfruttare al massimo le risorse per avere il massimo guadagno porta invece a implicazioni negative in termini di budget, crescita e produttività.

Una cultura positiva porta anche a un minor turnover: i collaboratori sono soddisfatti del loro posto di lavoro e quindi tenderanno a rimanere più a lungo con l’organizzazione.
Lo stress sul posto di lavoro porta infatti al 50% in più di turnover.  
Diminuirlo significa abbattere i costi dovuti al recruiting, alla formazione di una nuova persona. Inoltre l’expertise persa di un collaboratore che abbandona l’azienda, provoca una frammentazione della conoscenza che non è recuperabile in nessun modo (se non formando e mantenendo nel tempo un team solido ed esperto).
Non valorizzare le proprie risorse e fare in modo che ci sia un continuo ricambio è indice di un problema profondo.

Gli impiegati più felici saranno anche più ben disposti verso i clienti, portando un migliore servizio e così, ancora una volta, migliorando il business.

Già tutti questi argomenti basterebbero per capire l’importanza della valorizzazione di un ambiente positivo sano.
Eppure questa modalità di lavoro porta ampi benefici che travalicano il mondo del lavoro e impattano sulla società intera.
Infatti, i problemi che lo stress causa alla salute sono tanti e risaputi. Ad esempio, conducendo una vita sotto-pressione ci sono molte più probabilità di contrarre malattie al sistema cardiocircolatorio.
Negli ambienti più tossici ben 550 mila giorni di lavoro sono persi proprio per complicazioni causate dallo stress.
I costi legati a tali patologie vanno a gravare sulla società intera.

Molte aziende stanno cercando di migliorare la situazione puntando su benefit di tipo materiale: lezioni di yoga, la possibilità di fare smart working, auto aziendale. Eppure questo non basta. Ciò che è davvero fondamentale sul lavoro non sono i benefit materiali, ma quelli legati al benessere che porta una cultura del lavoro positiva. 

Non serve a nulla la palestra se si è sempre sotto stress e agitati per via del lavoro. Bisogna agire in modo più profondo sulla cultura aziendale. Questo certamente non è un processo breve, ma che va attuato  in profondità per generare un vero cambiamento.
Una cultura positiva è formata da diversi aspetti, tutti complementari tra loro.
Questi non sono sempre pattern che nascono in modo naturale. È necessario spesso impegno e formazione specifica per raggiungere l’obiettivo, anche rivolgendosi a professionisti.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un’organizzazione orientata verso la positività?

Le 6 qualità per rendere un ambiente di lavoro positivo

Ricerche dimostrano che le 6 qualità che servono a un ambiente di lavoro per essere realmente positivo sono:

  • Avere cura e attenzione dei propri colleghi e collaboratori
  • Supportarsi gli uni con gli altri e aiutare chi sta passando un periodo difficile
  • Evitare di criticare in modo sterile, perdonare gli errori
  • Essere di ispirazione agli altri
  • Ragionare sullo scopo del proprio lavoro
  • Rispettare gli altri

Questi aspetti devono essere trainati soprattutto dai piani più alti.

Alcuni consigli per rendere la cultura della tua azienda positiva

Se sei un* imprenditore/imprenditrice, un* founder o devi gestire un team, questi sono alcuni consigli per rendere la cultura realmente positiva, basati su studi reali.

- Promuovi le interazioni sociali positive.

Alla base dei rapporti ci devono essere la gentilezza, il rispetto per gli altri, un linguaggio consono e inclusivo. L’ecologia delle relazioni è importante per creare un ambiente sereno e sicuro. 

- Dimostra empatia e ascolto verso i tuoi collaboratori.

È molto importante promuovere l’ascolto attivo. Infatti così non solo potrai allenare un punto di vista diverso, ma potrai anche raccogliere molti feedback e idee innovative.

- Cerca di essere di aiuto agli altri.

Possono esserci dei momenti di difficoltà, sia personali che lavorativi. Un vero leader non lascia indietro nessuno. 

- Incoraggia gli altri a parlare dei propri problemi.

A volte può essere difficoltoso aprirsi sul posto di lavoro. Tuttavia la condivisione è il modo migliore per trovare delle soluzioni!

L’importanza del leader è fondamentale. Infatti sarà proprio lui a dare l’esempio a tutti, a proporre momenti di riflessioni e formazione e a creare le fondamenta del contesto organizzativo. Potrebbe anche decidere di assumere un Chief Happiness Manager, una figura specificamente predisposta per avere cura del benessere di tutti i componenti dell’azienda.

Un luogo lavorativo più positivo aumenta le emozioni positive e il benessere. Questo migliora le potenzialità di tutti, e lascia più spazio all’innovazione, alla creatività, alla produttività e alla crescita.

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