Coworking o non coworking? I 6 vantaggi per chi lavora da remoto

Com’è nato il coworking e quali sono i suoi benefici per chi lavora da remoto? Ecco qualche risposta alla domanda che ogni remote worker dovrebbe farsi.
I
5 minuti
Coworking per i remote workers

Nel 2008 Adam Neumann era un imprenditore come tanti. Lavorava a New York, dove aveva fondato un’azienda di vestiti per neonati. A differenza di altri imprenditori però, Neumann aveva una curiosa ossessione: un grande ex-magazzino vicino al suo ufficio a Dumbo, un quartiere di Brooklyn.

Un giorno Neumann prese coraggio e chiese al proprietario quanto valesse l’edificio. Lui gli rispose: “Ma tu vendi vestiti per neonati, che cosa ne sai di come funziona il mercato immobiliare?”.

Neumann rispose: “Il tuo palazzo è vuoto. Cosa ne sai tu di come funziona il mercato immobiliare?”. 

Dopo qualche insistenza, Neumann riuscì ad acquistare l’edificio insieme a un amico, Miguel McKelvey. In quel palazzo nacque Green Desk, uno spazio per il coworking arredato con mobili in materiali riciclati. 

“Dopo una settimana avevamo capito che la sostenibilità doveva essere parte di ogni cosa che facevamo, ma che il vero futuro del lavoro sarebbero state le comunità”, spiega Neumann in un’intervista per Business Insider.

Da quell’intuizione Neumann e McKelvey fondarono WeWork, la società che oggi affitta spazi per il coworking in più di 750 città e 38 Paesi diversi, Italia compresa.

Tutti i vantaggi del coworking

In realtà, il coworking è nato ben prima di WeWork: i primi spazi pensati appositamente per permettere a professionisti diversi tra loro di lavorare nello stesso ambiente nascono a inizio anni Duemila. 

Con la crisi del 2008, però, sempre più persone iniziano a lavorare in maniera autonoma e flessibile e i costi degli affitti degli uffici rimangono spesso inaccessibili. 

Tra il 2008 e il 2018, gli spazi di coworking in tutto il mondo passano da 160 a quasi 19,000, una cifra che probabilmente non farà che aumentare nei prossimi anni con il passaggio al lavoro ibrido o da remoto.

Ma cos’ha da invidiare un buon vecchio ufficio a un esclusivo spazio di coworking?

Ecco qualche risposta:

1. Il coworking è sinonimo di flessibilità

Per chi lavora da remoto, prendere impegni a lungo termine è un incubo. Molti spazi di coworking offrono invece pacchetti giornalieri, settimanali o mensili che sono molto più compatibili con lo stile di vita di chi è abituato a spostarsi con frequenza. Queste strutture liberano i clienti anche da una serie di responsabilità tipiche della vita da ufficio, come la pulizia degli spazi comuni o l’assortimento di cibo e bevande.

Inoltre, gli spazi di coworking hanno orari di apertura molto flessibili (alcuni sono aperti persino 24h/24), un grande vantaggio per chi è abituato a lavorare meglio la sera o la mattina molto presto. 

2. Il coworking è fonte d’ispirazione

Chi ha fatto della creatività il proprio mestiere lo sa: le idee vengono molto più facilmente quando si è in gruppo. Avere intorno a sé professionisti provenienti da ambienti diversi stimola il dialogo e lo scambio di idee e punti di vista che potresti non aver mai preso in considerazione.

La solitudine è la tua migliore compagna? Nel coworking c’è spazio anche per questo: puoi scegliere uno spazio più isolato e limitare le interazioni alla pausa caffè, godendoti tutti gli stimoli che possono arrivarti da un luogo diverso dalle quattro mura del tuo ufficio casalingo in perfetta solitudine. Fino al prossimo caffè, insomma.

3. Il coworking crea un forte senso di comunità

Nei coworking c’è spazio per persone che lavorano in ambiti diametralmente opposti tra loro ed è proprio questa varietà a spingere le persone a essere molto più autentiche di quanto lo sarebbero in ufficio. Il motivo? La mancanza di competizione e l’assenza di politiche aziendali. 

Niente maschere o dress code quindi: solo persone con competenze diverse, pronte a convivere in armonia e all’occorrenza aiutarsi tra loro.

4. Il coworking offre grandi occasioni di networking

Fare rete è un altro dei grandi motivi che spinge le persone a scegliere il coworking. Ogni spazio ha infatti le sue caratteristiche, il proprio “ambiente”, e chi gestisce questi spazi tiene moltissimo all’esperienza dei propri clienti.

Il bello del networking in queste situazioni è la sua naturalezza e spontaneità, data dalla semplice convivenza nello stesso spazio. Secondo una ricerca pubblicata sull’ Harvard Business Review, anche le persone che scelgono di non comunicare molto con il resto dei coworker “sentono un forte senso d’identità nei confronti della community”. I ricercatori credono che questa sensazione derivi dal fatto che “i coworker sappiano che potenzialmente possono interagire quando lo desiderano o ne hanno bisogno”.

5. Il coworking aumenta la produttività

Per lavorare da remoto o da freelance è necessario essere cintura nera in gestione del tempo. Ma l’autocontrollo alle volte non basta: i giorni non esistono per tutti, anche per chi ha fatto della flessibilità il suo mantra. Il coworking offre una grande opportunità per superarla: alzarti, vestirti e andare al coworking (con i tuoi tempi) è la routine di cui hai bisogno per ritrovare la motivazione.

Una volta lì, vedere altri professionisti concentrati sul proprio lavoro avrà ancora un altro effetto benefico: quello di spingerti semplicemente a imitarli.

6. Il coworking costa meno di un buon vecchio ufficio

Affittare un ufficio è più difficile (e costoso) di quanto sembri: ai costi dell’affitto si sommano quelli del wi-fi, dell’arredamento, di pc, di stampanti, penne, cartucce e altri oggetti di cui si ha bisogno per lavorare. Tutte queste spese potrebbero poi non essere mai ammortizzate: è il caso delle startup, il cui destino dipende dal successo del prodotto e dalla fiducia degli investitori. Con il coworking, gran parte di questi problemi si risolve da solo (anche se gli investitori non sono compresi nel prezzo, occhio!).

E qualche svantaggio 

È normale: il coworking offre grandi possibilità, ma è anche una questione di gusti. Ma al di là dell’aspetto personale, quali sono i casi in cui il coworking è davvero sconsigliato? Ecco qualche esempio. 

Il coworking non fa per te se:

1. Hai bisogno di personalizzare gli ambienti

I coworker non hanno grandi poteri sull’arredamento o la disposizione degli spazi. Certo, qualche lampada o poltrona in più la si trova sempre, ma se gli ambienti ti sembrano troppi piccoli o non puoi fare a meno di vedere il logo della tua società sopra la tua testa mentre sei in riunione, forse dovresti valutare altri spazi.

2. La privacy è una tua priorità

Se lavori per una grande società o ti occupi spesso di progetti che contengono informazioni confidenziali o dati personali, sarebbe meglio non avere intorno a te sconosciuti che potrebbero dare un’occhiata allo schermo del tuo pc o i tuoi documenti. In questi casi è meglio scegliere bene i giorni in cui andare al tuo spazio di coworking preferito o tornare al buon vecchio ufficio casalingo.

La grande novità di Zwap: il co-working online

Lavori da remoto e non hai modo di circondarti di persone stimolanti?
Prova Zwap co-working, un modo nuovo di lavorare online grazie alla nostra piattaforma. 

Ecco come funziona: vai su Zwap e scegli uno slot in cui sei disponibile. Un giorno prima della sessione riceverai un match automatico con un altro o un’altra Zwapper.

Cosa succede poi?
Entri in un meeting online della durata di 50 minuti durante il quale potrai condividere con un’altra persona una sessione di lavoro. 

Per trarre i maggiori benefici da questo co-working:

  • Presentati e spiega in 30 secondi le task a cui lavorerai
  • Chiedi all’altra persona se preferisce che tu rimanga in muto o no
  • Lavora alle tue task e tieni aggiornato il tuo o la tua co-worker tramite chat
  • Concludi la sessione con una chiacchierata, confrontati sui progressi e, se avete tempo, fate del sano networking!
  • Infine, dedica 30 secondi al feedback finale da compilare a fine sessione per fare il punto della situazione

Se vuoi saperne di più, leggi le nostre  linee guida a questo link.

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