Come ottenere un network efficace (e di valore)

Costruire una rete di contatti può essere più semplice di quanto sembra se si sa come farlo

Concordiamo tutti sull’importanza della rete di conoscenze professionali per l’evoluzione della propria carriera, ma i passi necessari per ottenerla possono apparire poco chiari. Infatti, costruire un network è solo una delle tante attività in cui spesso non si sa da dove iniziare, ma, per quanto possa sembrare banale, è fondamentale farlo il prima possibile senza lasciarsi scoraggiare dalla miriade di possibilità che ci viene offerta e dalle sfide personali che questa attività porta con sé.


Serve tempo per ottenere un metodo, serve un metodo per non sprecare tempo


Per costituire relazioni di valore in modo efficiente è importante tenere a mente alcuni punti fondamentali per pianificare al meglio i propri passi. In questo ci vengono in aiuto gli esperti di settore, come Herminia Ibarra, professoressa della INSEAD Business School, secondo la quale “avere un network permette di offrire di più e di avere un impatto rilevante su chi è in contatto con noi.” In un suo intervento delinea gli elementi fondamentali per ottenere legami di valore.


Fra questi ha particolare importanza il tempo dedicato al networking, una componente che spesso si tende a sottovalutare, dato che questa attività non viene vista come una parte integrante della propria giornata lavorativa. Infatti, è spesso considerata un elemento di secondaria importanza a cui non viene dedicata la giusta dedizione per essere invece relegata ai tempi morti. Tuttavia, è solo attraverso la costanza e la giusta organizzazione e valorizzazione delle proprie azioni che sarà possibile padroneggiare il secondo elemento ritenuto fondamentale dall’esperta: il metodo personale impiegato. La combinazione di questi due aspetti permetterà di selezionare efficacemente le attività a cui si partecipa e di gestire nel modo più appropriato le proprie relazioni personali per il raggiungimento dei propri obiettivi.


False credenze sul networking


Alcuni falsi miti possono portarci a fare confusione e a rendere inefficaci le nostre azioni. Fra questi c’è la convinzione che la spontaneità sia la chiave per ottenere utili relazioni professionali. Se così fosse sarebbe pressoché impossibile entrare in contatto con persone diverse da sé e appartenenti ad altri contesti e quindi costruire legami in grado di fornirci quanto le informazioni o gli strumenti che ci mancano e che ci renderebbero utili al network che già si possiede.


Un altro frequente equivoco è quello di considerare di maggior valore le relazioni più durature e strette, il che porta a sottovalutare i cosidetti “legami deboli” (dall’inglese “weak ties”). Con queste parole si indicano i rapporti con le persone che si conoscono poco o che si incontrano raramente, ma che spesso si rivelano essere i più proficui. Ciò avviene perché sono in grado di funzionare come connettori con realtà distanti dalla nostra e per questo ricche di nuovi stimoli e opportunità che sarebbero altrimenti fuori portata.


Tipologie di network


Secondo Herminia Ibarra esistono tre tipi di network, basati su diverse tipologie di rapporti: operativi, personali e strategici. Si tratta di una classificazione di grande aiuto quando si sta elaborando una strategia per la costruzione della propria rete professionale. I primi comprendono le persone che consentono a ognuno di noi di svolgere le proprie mansioni quotidiane e con cui siamo in contatto diretto tutti i giorni. Il secondo tipo include gli amici, la famiglia e tutte le persone con cui ci piace trascorrere il tempo. 


La terza tipologia di rete è quella strategica e quasi sempre è quella di cui si è meno consapevoli. Mescola le relazioni personali e professionali permettendo di dare un’idea il più chiara e concreta possibile di quanto accade nel proprio contesto professionale, di fornire input di qualità alla propria organizzazione e alle persone con cui si è in contatto e di avere accesso a opportunità per sviluppare la propria carriera. Perché possa funzionare in maniera efficace, un network strategico deve essere:


  • Diffuso: deve coinvolgere molte persone appartenenti a contesti disparati, ma anche aventi livelli professionali diversi.
  • Interconnesso: questo elemento fa sì che sia possibile raggiungere professionisti attraverso diversi step di contatto, non solo attraverso la conoscenza diretta ma anche grazie ad altre persone che fanno parte della propria rete di contatti e viceversa.
  • Dinamico: dimostra una crescita parallela allo sviluppo della propria professionalità, così da essere in grado di supportarla e di poter essere utile nelle varie fasi della propria vita lavorativa.


Come agire per costruire un network


Come già visto, è importante dedicare la giusta quantità di tempo alle attività di networking. Ciò comporta anche saperle selezionare così da non perdersi nella moltitudine di eventi e tool che si hanno a disposizione. Infatti, focalizzando e distribuendo in modo efficiente le proprie energie diventa più semplice avviare relazioni autentiche basate su una reale conoscenza del prossimo. Sarà così possibile sviluppare fiducia reciproca, un elemento che fa sempre la differenza quando si tratta di scegliere le persone con cui collaborare.


Un errore che spesso commettiamo, e che spesso fa sembrare il networking poco nobile, è porsi verso gli altri chiedendoci cosa possano fare per noi. Invece, è fondamentale sapersi porre la domanda opposta: “Cosa possiamo fare per gli altri?”. In questo modo sarà subito chiaro quali sono i propri punti di forza e i motivi per cui altri professionisti dovrebbero mantenere un legame con noi. Fare leva su questi aspetti permetterà di costruire relazioni significative e genuine, in grado di offrire valore agli altri e a noi stessi.


La combinazione di una buona selezione delle attività e di una corretta attitudine verso chi si conosce è un’ottima base per una rete di conoscenze efficace e di valore. Per valorizzare la propria presenza all’interno di essa è importante mostrarsi curiosi verso gli altri, all’interno quanto all’esterno del proprio abituale contesto professionale. È altrettanto utile essere proattivi, così da ricordare la propria presenza agli altri in modo positivo, oltre a riuscire a farsi notare più facilmente e facilitare gli incontri. Questo perché nel networking vale la regola secondo cui la miglior azione da compiere è l’azione stessa.

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