Che cos’è il capitale sociale e come aumentarlo grazie al networking

Comprendere l’importanza che ha il capitale sociale nelle nostre vite è un passaggio fondamentale per mettere in atto strategie di networking di successo.
capitale sociale, networking

Ogni persona che incontri risponderà in maniera diversa a questa domanda: il successo, infatti, ha una definizione diversa, unica e personale per ognuno e ognuna di noi. Secondo l’autore e sociologo americano Wayne E. Baker, però, il rischio di confondere ‘personale’ e ‘individuale’ è sempre dietro l’angolo.

“Ogni società crea i propri ‘miti culturali’ che danno senso alla vita. Nella nostra cultura, uno dei più sentiti è il mito del successo come questione individuale”, spiega Baker nel suo libro Achieving Success Through Social Capital: Tapping the Hidden Resources in Your Personal and Business Networks

Seguendo quindi questo ragionamento, “ogni persona ha successo o fallisce in base ai propri sforzi personali e alle proprie abilità. Quest’idea è talmente potente che quando suggerisco un’alternativa - il successo dipende dalle nostre relazioni con altre persone tanto quanto dipende da noi -, la reazione più comune è il rifiuto”, aggiunge il sociologo.

Da un punto di vista psicologico, il rifiuto di pensare al successo come un risultato collettivo fa parte del nostro bisogno di mantenere un’immagine positiva di noi e di continuare a considerarci come fautori o fautrici del nostro destino. Il problema è che non lo siamo, o almeno, non lo siamo così tanto.

“Tutti gli ingredienti del successo che consideriamo ‘individuali’ – il talento, l’intelligenza, l’educazione, l’impegno  e la fortuna – sono profondamente legati alle reti [di persone che conosciamo]. Questo cambio di prospettiva ci libera dal mito dell’individualismo e ci permette di apprezzare il potere del capitale sociale”, precisa Baker, che ha costruito un’intera teoria sul legame tra capitale sociale e networking.

Che cos’è il capitale sociale

Secondo la definizione di Baker, il capitale sociale è l’insieme di “risorse che un individuo ha a disposizione e che sono il frutto delle sue relazioni personali”. La parola ‘capitale’ rimanda all’idea che queste risorse possono essere utilizzate per creare valore, raggiungere obiettivi e dare il proprio contributo alla società, mentre l’aggettivo ‘sociale’ sottolinea il fatto che le idee, le opportunità, il supporto emotivo, la fiducia e lo spirito di collaborazione non vengono mai tutti da una sola persona, ma da una rete di persone. 

Se pensiamo infatti ai legami che abbiamo costruito nel tempo come a una costellazione di relazioni (amici, colleghi, conoscenti, parenti, e così via), ben presto ci renderemo conto che è proprio questa rete a darci non solo il supporto emotivo e sociale di cui abbiamo bisogno, ma anche a metterci in contatto con nuove idee, informazioni, opportunità di lavoro e di crescita. 

capitale sociale-networking

Al concetto di capitale sociale, Baker e altri studiosi prima di lui contrappongono quello di capitale umano. “I sistemi educativi sono progettati per concentrarsi sullo sviluppo del capitale umano, ovvero sugli investimenti che facciamo su di noi per acquisire competenze e abilità che ci aiutano a diventare spendibili sul mercato del lavoro. La nostra educazione, così come le nostre esperienze lavorative pregresse, i corsi di formazione, le nostre conoscenze e abilità sono grandi fonti di capitale umano”, spiegano gli studiosi Becker, Blau e Ferber.

“Se pensiamo al capitale umano come all’insieme di ciò che conosciamo (la somma di conoscenze, competenze ed esperienze), allora l’accesso al capitale sociale dipende da chi conosciamo. […] Ma oltre a questo, il capitale sociale dipende anche da chi non conosciamo, ma che potremmo conoscere indirettamente grazie alla nostra rete di contatti”, aggiunge Baker. 

Per questo motivo, Baker è arrivato alla conclusione che il networking è un processo fondamentale per aumentare il nostro capitale sociale.

Come fare networking per aumentare il proprio capitale sociale

Il primo passo per sviluppare strategie di networking che tengano conto dell’importanza del capitale sociale è analizzare la rete di contatti che abbiamo già creato. Per Baker, i criteri da osservare sono:

  • Le dimensioni e la struttura del proprio network;
  • La sua composizione e il grado di diversità tra gli individui che lo popolano;
  • La maggiore o minore concentrazione di persone provenienti dallo stesso ambito (ad esempio, lavoro, famiglia, interessi comuni, etc.)

Dopo aver analizzato la propria rete di contatti sotto queste lenti è importante ricordare che:

  • Le reti dove “tutti conoscono tutti” sono molto meno utili di quelle in cui si trovano persone che non si conoscono tra loro;
  • Le reti composte da persone molto diverse tra loro (per genere, età, orientamento sessuale, religione, provenienza geografica e culturale, etc.) portano più benefici di quelle composte da persone che condividono tante caratteristiche tra loro;
  • Le reti troppo sbilanciate verso le stesse ‘aree della vita’ (amici, famiglia, lavoro, sport, passioni, etc.) o le stesse aree geografiche rischiano di essere limitanti.

Il consiglio di Baker è quindi partire da queste valutazioni per espandere e diversificare il proprio network negli ambiti in cui ci sembra più zoppicante. 

Da un punto di vista professionale, inoltre, il sociologo consiglia a chi lavora come dipendente di:

  • Proporsi per progetti trasversali, che favoriscono la collaborazione tra dipartimenti diversi della stessa azienda o che stabiliscono partnership con altre realtà;
  • Diventare membri di associazioni, comitati, gruppi di interesse di lavoratori e lavoratrici (dalla sigla ERG, Employee Resource Groups) interni all’azienda o di persone con professioni simili:
  • Partecipare ai corsi di formazioni forniti dalle imprese;
  • Non avere paura di mettere il naso al di fuori della propria azienda!

Infine, a chi lavora come freelance Baker suggerisce di:

  • Unirsi ad associazioni di categoria o costruire partnership con professionisti e professioniste ‘complementari’ al proprio lavoro;
  • Creare un corso per insegnare ad altre persone le proprie competenze e condividere la propria esperienza;
  • Organizzare piccoli eventi o meet-up periodici con altri e altre freelance della propria zona o con interessi simili per fare rete. 

Che tu sia freelance o dipendente, un ultimo consiglio te lo diamo noi: prenota ora il tuo slot di questa settimana e accresci il tuo capitale sociale gratuitamente  grazie a Zwap!

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