Perché negli annunci di lavoro spesso manca la RAL o lo stipendio?

In Italia, gli annunci di lavoro che indicano RAL o stipendio sono meno del 2%. Ma quali sono i pro e i contro della trasparenza salariale?
dipendente conta soldi ral lavoro

Solo l’1,5% degli annunci di lavoro in Italia fornisce informazioni sulla retribuzione: questo è il risultato della ricerca della startup Jobiri su più di un milione di annunci pubblicati online nel nostro Paese da gennaio a dicembre 2021.

Ma non in tutto il mondo è così, anzi: negli Stati Uniti, Connecticut, Nevada e Washington hanno approvato leggi sulla trasparenza salariale, ovvero misure che obbligano i datori di lavoro a pubblicare annunci che diano informazioni sulla retribuzione prevista per un determinato posto di lavoro. Queste informazioni si riferiscono generalmente alla tariffa oraria, alla fascia salariale o alla RAL (ovvero la retribuzione annua lorda, il valore totale della retribuzione che il dipendente percepisce in un anno, inclusi i contributi).

Dal primo di novembre anche nella città di New York entrerà in vigore una legge sulla trasparenza salariale che obbliga i datori di lavori a comunicare lo stipendio annuale minimo e massimo o la tariffa oraria in qualsiasi annuncio di lavoro.

Ma perché la trasparenza salariale viene sottovalutata in Italia? E quali sarebbero i vantaggi di una maggiore trasparenza salariale?

A cosa serve nascondere la RAL negli annunci di lavoro?

Sempre secondo la ricerca di Jobiri, i motivi per cui i datori di lavoro sono poco inclini a diffondere informazioni sulla retribuzione legata a una certa posizione lavorativa sono almeno quattro:

1. Negoziare meno (o meglio)

Non far conoscere a chi si candida il budget previsto dall’azienda (o dall’organizzazione in generale) per un determinata posizione permette a chi si occupa di risorse umane di negoziare condizioni contrattuali più favorevoli nei confronti dell’azienda. 

Spesso, infatti, il discorso sullo stipendio, oltre a non essere incluso nell’annuncio di lavoro, arriva alla fine di una serie di colloqui: molte candidate e molti candidati, a questo punto, hanno investito tempo e sforzi nella selezione e sono meno propensi sia a ripartire da zero con un’altra azienda che a negoziare troppo dopo aver ripetuto in diverse occasioni di essere interessati nella posizione e nell’azienda.

2. Ridurre le spese legate al personale

Le spese per il personale sono una delle principali voci di costo delle aziende. “L’obiettivo aziendale, perciò, è quello di assumere la persona migliore, senza investire più del necessario. E il modo migliore per farlo è non dire al candidato quanto ha effettivamente a disposizione”, afferma la ricerca di Jobiri.

Per fortuna, però, non tutte le aziende sembrano avere solo questo obiettivo (o sono molto brave a nasconderlo) e riconoscono la necessità di attirare le persone giuste per raggiungere gli obiettivi che si vogliono perseguire.

3. Proteggersi dalla concorrenza

Pubblicare annunci di lavoro online con RAL o indicazioni sullo stipendio potrebbero spingere i competitor di un’azienda a modificare le retribuzioni che propone per “strappare” talenti alle altre imprese. 

A lungo termine, potrebbe esserci quindi una spinta al rialzo delle RAL offerte ai candidati, rendendo così sempre più costosa l'assunzione di una persona.

4. Attirare più candidate e candidati

“Pubblicare il range di stipendio nell’annuncio di lavoro potrebbe inavvertitamente ‘eliminare’ persone valide che l’azienda potrebbe comunque valutare, anche se il loro posizionamento retributivo è al di fuori del budget preventivato”, ricorda lo studio di Jobiri.

A queste quattro motivazioni si aggiungono:

5. La mancanza di un quadro di riferimento degli stipendi

Succede molto spesso nelle startup: la gerarchia tra i dipendenti non è ancora ben definita (o è ridotta al minimo), quindi è difficile prevedere fasce salariali specifiche e diverse tra loro. O ancora, l’imprevedibilità dei round di investimenti o del successo di un lancio impediscono alle startup di fare previsioni a medio-lungo termine sul tipo di budget che avranno a disposizione per una certa posizione.

6. La volontà di nascondere le discriminazioni

Le differenze di stipendio tra colleghe e colleghi, tra persone bianche e persone nere, tra dipendenti omosessuali ed eterosessuali sono una realtà e la mancanza di trasparenza salariale aiuta a nascondere queste discriminazioni agli occhi di chi le subisce.

Quali sono i vantaggi della trasparenza salariale?

Sapere quanto riceverai per un lavoro al quale vorresti candidarti dovrebbe essere un diritto, ma almeno in Italia ancora non è così. Eppure, i motivi per cui dovrebbe esserlo (o almeno, per cui la trasparenza salariale dovrebbe essere più diffusa) non mancano:

1. Migliorare le relazioni tra dipendenti e datori di lavoro

La trasparenza salariale aumenta la fiducia tra dipendenti e datori di lavoro fin dal primissimo momento: se è vero quindi che le prime impressioni contano, di certo questa è una delle strade da percorrere per proiettare l’immagine di un’azienda che ha davvero a cuore le persone (tutto il resto è well-being washing!).

Inoltre, la trasparenza salariale può evitare spiacevoli sorprese tra colleghi, soprattutto tra persone delle generazioni più recenti. Secondo una ricerca di Bankrate, il 42% delle persone della Gen Z e il 40% dei Millennial hanno parlato del proprio stipendio con i colleghi a lavoro.  In questi casi, scoprire che persone che ricoprono la stessa posizione guadagnano stipendi diversi può peggiorare i rapporti tra colleghi e, in ultima istanza, convincere una persona a cambiare lavoro.

2. Rendere i processi di reclutamento più efficaci 

Mettere bene in chiaro fin dall’inizio quali sono le proprie aspettative non dovrebbe essere un compito solo dei candidati, ma anche delle aziende. La trasparenza permette non solo di fare questo, ma anche di eliminare in partenza tutte le persone che hanno obiettivi finanziari diversi rispetto a quelli proposti da una determinata azienda.

3. Attirare nuovi talenti, specialmente tra la Gen Z e i Millennials

La trasparenza salariale non aiuta solo a diminuire il tasso di turnover dei dipendenti, ma anche ad attirare nuovi talenti: oltre il 60% delle persone preferisce lavorare per un’azienda che condivide informazioni sugli stipendi che dà ai suoi dipendenti.

In particolare, “per la Gen Z, la trasparenza salariale rispecchia ciò che hanno imparato a fare: condividere. A scuola gli è stato chiesto di condividere le proprie idee sui social media e al lavoro di condividere le proprie vite. Come mi ha detto uno di loro: In che altro modo posso sapere se mi pagano quanto dovrebbero se non lo chiedo?”, spiega la mindset coach Lisa Dy.

4. Aumento della produttività sul posto di lavoro 

Grazie alla trasparenza salariale, “tutti i lavoratori possono concentrare la propria attenzione principalmente sugli incarichi che li attendono, senza preoccuparsi che il loro lavoro non venga riconosciuto e adeguatamente ricompensato”, suggerisce ancora la ricerca di Jobiri.

5. Diminuire le discriminazioni e i divari salariali

In Europa, le lavoratrici guadagnano il 14% in meno rispetto ai colleghi. Secondo la Commissione Europea, la mancanza di trasparenza retributiva è uno dei principali ostacoli al raggiungimento della parità salariale di genere: per questo motivo, le autorità europee hanno promosso l’abolizione del segreto salariale per le aziende con almeno 50 dipendenti.

Ma il pay gap non riguarda solo le donne (o le piccole e medie imprese), ma moltissime persone e moltissime aziende: la trasparenza salariale è fondamentale per abolire queste discriminazioni e colmare i divari salariali.

E per chi è freelance?

Per chi è freelance, trovare proposte di lavoro trasparenti è ancora più difficile che per i dipendenti: il mondo freelance è composto da professioni e persone molto diverse tra loro, dove le mansioni sono spesso più sfumate e dove la definizione di seniority non vale quanto in azienda.

In questi casi, l’ideale sarebbe almeno iniziare a parlare di soldi e preventivi in maniera aperta tra freelancer, come spesso incitano a fare anche progetti come Rame o TalkinPills.

Dove trovare annunci di lavoro che includano la RAL o lo stipendio?

Trovare annunci di lavoro trasparenti non è facile: esistono però varie persone che si impegnano a condividerli, come ad esempio Ben Luby, Content designer di Deloitte.

Esistono poi siti web come Glassdoor o Blind che condividono in maniera anonima le informazioni salariali delle persone.

Infine, se vuoi dare una mano anche tu alla battaglia per ottenere maggiore trasparenza salariale, ti consigliamo di dare un’occhiata al progetto Show the pay.

Table of contents

Entra nella community per i digital workers che vogliono crescere insieme!

Thank you! Your submission has been received!
Oops! Something went wrong while submitting the form.
Unisciti alla community

Post recenti

Zwap
La community per builders e innovatori che vogliono espandere la propria rete e accelerare la propria carriera.
© 2023 Zwap. All rights reserved. P.I. 02872710906
loghi partner